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venerdì 4 marzo 2011

Appello al Governo del Comitato Giustizia: giudici impunibili, una emergenza democratica

Signor Presidente del Consiglio, ormai non passa giorno che noi cittadini non veniamo colpiti da notizie inerenti una gestione della giustizia che ci lascia inorriditi. Solo nell'ultima settimana apprendiamo di Antonio Ferraro assolto dopo quattro anni di galera, di Mercadante assolto dopo 6 anni di galera, di un tal Riccardo condannato a 18 mesi per aver scritto su Facebook 6 parole contro un giudice, e poi apprendiamo che dei delinquenti che hanno partecipato all'incendio di Roma o all'assedio di Arcore sono liberi come l'aria, della bombarola che lanciò il candelotto addosso a Bonanni di cui non si fa parola, delle intimidazioni a giornali e giornalisti scomodi, di un magistrato che mobilita la DIGOS contro i lettori di un giornale on-line, che la minorenne violata e mercificata non era minorenne e poi infine l'ultima goccia: 

DOPO 27 ANNI I GIORNALISTI CHE RACCONTARONO L'INFAMIA MONDIALE DELLO SCANDALO TORTORA CONDANNATI A PAGARE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO DI DANNI !
 
Non basta che per quell' immane obrobrio giudiziario, che portò in carcere centinaia di innocenti oltre a Tortora, nessuno abbia mai pagato. Ma che ancora oggi vediamo anche dei giornalisti colpiti per aver fatto il loro lavoro NON E' TOLLERABILE.
 
Signor Presidente del Consiglio chiediamo che prima di ogni altra cosa venga riformata la Legge 117/88 ( Altrimenti nota come Legge Vassalli o Legge Scandalo) in modo che IL MAGISTRATO CHE SBAGLIA PAGHI DI PERSONA E RISARCISCA IL DANNO CAGIONATO.
 
Ciò che vale per tutti i cittadini Italiani deve valere anche per i magistrati. I quali non sono avulsi da quella che è la società civile.

Anche se quanto succede sembra dimostrare esattamente il contrario.
 
Non riusciamo a capire come possa ancora esistere una legge che impedisce al cittadino di chiamare in giudizio colui il quale, nell'esercizio delle sue funzioni, lo ha danneggiato per dolo o colpa.

Vorremmo qui ricordare che la legge Vassalli eludendo intenzionalmente la volontà espressa dalla Sovranità Popolare col referendum del 1987, fece ricadere gli errori commessi dal magistrato sullo Stato e non sui giudici chiamando addirittura a risarcimento lo strato meno abbiente della cittadinanza Italiana (cfr. Art.18- L.117/88 : ..."al capitolo 6856 dello stato di previsione del ministero del tesoro per l’anno 1988, utilizzando parzialmente l’accantonamento previsto alla voce “revisione della normativa in materia di patrocinio gratuito").
 
Vorremmo qui ricordare che per tutti i cittadini Italiani  vale il principio della responsabilità civile e del risarcimento del danno in qualsiasi modo ed a qualsiasi titolo cagionato. Tale principio è regolato dai seguenti articoli di Legge:
articoli 1218 e 1223 del codice civile  (la responsabilità contrattuale),
articoli 1337 e 1338 del codice civile (la responsabilità precontrattuale),
articoli dal 2043 (la responsabilità extracontrattuale o aquiliana o da fatto illecito) al 2059   del codice civile (diffuse ipotesi di responsabilità civile e i relativi danni).

La svolta si è avuta allorchè la giurisprudenza  ha cominciato a riconoscere e liquidare il risarcimento dei danni non solo in forza delle disposizioni del Codice e delle “leggi ordinarie”, ma anche in virtù dell'Art.2 della  Costituzione e dei suoi principi fondamentali (lesione di valori della persona umana costituzionalmente protetti) e dell'Art.3 della stessa Costituzione della Repubblica !

VORREMO QUI RICORDARE CHE A TALE LEGGE SI SOTTRAE IL MAGISTRATO.
 
Ebbene Signor Presidente Berlusconi i cittadini Italiani ne hanno abbastanza di questa situazione anomala e senza eguali nel mondo.

Dopo 4 milioni di errori giudiziari di cui 200.000 solo negli ultimi 5 anni, dopo i le centinaia di suicidi in carcere (e fuori) a causa di malagiustizia, dopo la devastazione sociale dovuta alla lentezza dei processi e alla inveterata incertezza della pena nonchè al perdonismo generalizzato nei confronti di ladri, pazzi criminali, occupatori abusivi, squatters e spacciatori CREDIAMO DI AVERE PIENO DIRITTO A RIVENDICARE CHE UN TALE STATO DI IMPUNITA' NECESSITI DI UNA URGENTISSIMA REGOLAZIONE CHE DEVE GIUNGERE DALLA POLITICA.
 
Non possiamo ulteriormente tollerare di essere gravissimamente danneggiati economicamente e moralmente e di non avere alcuna possibilità di rivalsa risarcitoria in forza di una legge (L.117/88) nata - questa si ! -  a esclusiva protezione dei magistrati. Ed approvata sebbene acclaratamente incostituzionale ed in contrasto col diritto Europeo che, al contrario, rileva ed afferma una difformità sostanziale con il Trattato CEE, in una norma nazionale che:

- esclude la responsabilità in relazione alla attività di interpretazione delle norme di diritto e di  valutazione del fatto e delle prove rese nell’ambito della attività giudiziaria;
- limita la responsabilità dello Stato ai soli casi di dolo o colpa grave del giudice.

Certi che nessuno meglio di Lei, Signor Presidente del Consiglio, possa capire le nostre istanze, la esortiamo a volersi pienamente attivare per risolvere quella che è emergenza sociale ma che è diventata anche un'emergenza democratica.

Fonte: adiantum.it

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