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lunedì 3 gennaio 2011

I MAGISTRATI ci COSTANO quasi quanto i PARLAMENTARI. 1.100.000.000 euro contro 1.660.000.000 e non sono soldi ben spesi, a giudicare dallo sfacelo in cui, grazie a loro, sono precipitate le famiglie separate italiane.

Per i magistrati è tempo di diffide.
Niente paura, organizzarsi, denunciare e fare i nomi

Il 2010, tutto sommato, è passato in serenità per chi ha continuato a vessare le famiglie separate. Magistrati e politici, infatti, non hanno certo risentito della crisi economica, e si sono occupati allegramente di conservare le loro aree di potere, sordi ai richiami della cittadinanza che chiede un Paese "normale".


Un recente rapporto  ci rivela che lo stipendio di deputati e senatori è in crescita dal 1948, e il Parlamento costa agli italiani la bellezza di un 1,66 miliardi di euro. L'indennità parlamentare è regolata da una legge del 1965 ed è agganciata allo stipendio di un magistrato presidente di sezione di Cassazione con 35 anni di anzianità. Cioè chi è appena stato eletto prende lo stesso stipendio di un magistrato a fine carriera. Il reddito lordo dei parlamentari dal 1948 al 2006 ha avuto un tasso di crescita medio annuo del 10%; dal 1985 al 2004 il reddito reale annuale è aumentato di cinque-otto volte rispetto a quello di un operaio, di quattro-sei volte rispetto a un impiegato e di tre-quattro volte più di un dirigente.

Sappiamo tutti come quella dei giudici sia l'unica corporazione istituzionale che si auto-giudica (e si auto-assolve), e a fronte di ciò garantisca ai suoi adepti lauti guadagni. Si fa tanto parlare dei costi della Politica, ma si sottace su quelli della Magistratura. Non facciamo riferimento ai suoi costi di funzionamento (impiegati, uffici, strutture, materiale di consumo, manutenzione etc), ma proprio ai dirigenti che dispensano giustizia. E se i parlamentari guadagnano quelle cifre di cui tutti noi, chi più chi meno, siamo a conoscenza, i giudici, nel loro insieme, non sono certo da meno.

Facciamogli un pò i conti in tasca. 10.800 magistrati, moltiplicati per uno stipendio lordo medio annuo pari a 150.000 euro - stima molto prudenziale, perchè prende in considerazione sia i giudici "di primo pelo" (pochi) sia quelli più anziani (molti, molti di più) - , costano a noi contribuenti 1.100.000.000 euro (un miliardo e cento, per chi fatica a contare gli zeri).

E allora, dove sta la differenza ? Sempre miliardi sono, e non sono soldi ben spesi, a giudicare dallo sfacelo in cui, grazie a loro, sono precipitate le famiglie separate italiane. 

Riflettendoci su, che Stato è quello in cui 12.000 soggetti "qualificati" (950 politici e 11.000 giudici) tengono in scacco 60.000.000 di persone ? Lo 0,02% di cittadini che decide il destino di tutti gli altri.

Qualcuno dirà che ai loro privilegi corrisponde sempre una grande responsabilità. Ma se così è per un politico - in fondo è sempre una carica elettiva e aleatoria, che si rinnova ogni tot anni - non possiamo dire lo stesso per i magistrati, ai cui privilegi non corrisponde affatto l'alea della responsabilità personale.

E lo scorno della classe politica di oggi è che si è giunti a questo scandalo propro grazie ad una legge di iniziativa parlamentare - la legge Vassalli - che adesso fa paura anche a loro.

Di fronte a questo panorama decadente, i cittadini onesti (i famosi 60.000.000) dovrebbero rialzare la testa, e imparare a usare la coscienza: non votare più i politici che non si occupano di difendere diritti fondamentali delle famiglie, e denunciare i magistrati che lavorano poco e male, non applicando le leggi che ci sono.

Noi faremo la nostra parte, e AD-NEWS pubblicherà, con l'ausilio di altri mezzi di informazione indipendente a diffusione nazionale, tutti gli esposti che proverranno da fonte certa e documentata.

[Fonte adiantum.it]

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