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giovedì 6 gennaio 2011

Homo Spermatus. Al femminismo insano non interessa la sorte dei figli - di Salvatore Garofalo

Recentemente, alcuni importanti quotidiani hanno messo in risalto che in alcuni ospedali italiani le partorienti, dopo avere messo alla luce i nascituri, non dichiarano il nome del padre. Nell'anno che ci stiamo lasciando alle spalle, in un importante ospedale milanese, ben 1.298 bambini vivranno senza il padre per via di una libera scelta delle gestanti. La Costituzione e le leggi permettono che ciò avvenga. La società si divide tra favorevoli e contrari. Le dichiarazioni di alcuni esponenti del mondo scientifico lasciano quantomeno interdetti laddove affermano che “questa è l'esaltazione dell'indipendenza femminile, della donna che decide di avere un figlio.....l'uomo è lo strumento per arrivare alla maternità.....”.

Ai bambini, e al loro futuro di figli con un solo genitore, nessun cenno. Nessuna domanda sulle loro possibili turbe psicologiche e relazionali. L'argomento non interessa, l'importante è garantire il benessere delle donne, anche a costo di sacrificare gli indifesi, i senza parola, i senza diritti.

Da qualche decennio, in Italia, serpeggia fallace il concetto che le donne bastano a se stesse (su questo, nulla da eccepire) e bastano a tutto, anche a crescere i figli da sole. Su quest’ultimo punto, i dettami della psico-biologia e i risultati ottenuti dall'applicazione dal falso condiviso mi portano ad avere più di un dubbio. L'idea che le donne bastano a tutto non nasce dal “femminismo sano”, quanto piuttosto da quello “insano”, che si nutre della radicalizzazione dell'odio e di una competizione malata e distorta verso l'altro genere.

Dal punto di vista biologico e antropologico ciò ha causato, negli ultimi decenni, una regressione del benessere collettivo che non ha eguali nella storia umana. Infatti, sin dagli albori dell'umanità, la selezione naturale ha attribuito all'unione tra il maschio e la femmina una valenza non soltanto sessuale. L'unione era strategica per una migliore crescita della prole, e il sistema endocrino di entrambi i generi, ognuno per la sua parte, è predeterminato a questa funzione. Negare la verità spinge le società evolute verso condizioni che non rispondono a nessun parametro biologico e naturale, con il risultato che i pensieri e i comportamenti del “femminismo insano” non rappresentano conquiste di autonomia ma fenomeni di rivalsa, dettati da una profonda ignoranza e dal desiderio di forzare irrimediabilmente un sistema perfettamente collaudato e vincente.

Quando il maschio viene definito come “uno strumento per arrivare alla maternità” ci troviamo dinanzi a modelli di pensiero che simulano il comportamento di esseri viventi di basso rango nella scala evolutiva. Neppure le scimmie antropomorfe si comportano in tale modo. Dobbiamo scendere ancora più giù nei gradini evolutivi per trovare simili esempi di “animalità”.

Però, non ci dobbiamo meravigliare di tanto disastro, perché tale modello di pensiero (che le donne possano auto-bastarsi e bastare ai figli) è stato imposto alla società anche dalle istituzioni. L’esempio tipico e determinante di ciò è quello di lasciare alla porta il padre, sempre e comunque, obbligandolo solo al mantenimento della prole come succedeva al primordiale cacciatore che portava nella caverna la selvaggina. Molte sentenze portano dentro i loro contenuti l'aspetto più primitivo della relazione genitoriale, facendo balzare indietro di qualche milione di anni quanto l'evoluzione aveva conquistato.

La sommatoria di questi fenomeni contribuisce a consegnare un prodotto che è al di fuori da qualunque logica della vita, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti: sbandamento, deriva delinquenziale, libero arbitrio, mancanza di etica e di valori, paura della vita, le logiche del branco.....

Che bella società ci hanno consegnato coloro che bastano a se stesse e ai loro figli, coloro che usano gli uomini solo per procreare e farsi portare a casa la selvaggina !

Che grande società ci hanno consegnato le sentenze che avallano tutto questo !

Fonte:adiantum.it

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