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sabato 16 ottobre 2010

Venezuelano violentò un disabile: condannato a 9 anni

Dal 2007 al 2009 aveva abusato di un down di 40 anni ospite di una cooperativa, lui, un imbianchino venezuelano di 59 anni è stato condannato a nove anni di reclusione.

Lissone, 16 ottobre 2010 - Era stato assegnato a una cooperativa di Lissone a lavorare come giardiniere per un percorso di recupero dopo avere scontato la condanna a 8 anni di reclusione per avere abusato di 10 donne e lì ha violentato per un anno e mezzo un quarantenne affetto dalla sindrome di down e con un ritardo mentale che lo rende simile a un bambino di 5 anni, che era ospite del centro diurno di riabilitazione.   

Un imbianchino venezuelano di 59 anni, P.M.A.C., che risulta residente a Lissone ma è di fatto latitante, sposato e padre di un figlio, è stato condannato ieri dal Tribunale di Monza a 9 anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti del quarantenne. Nel ‘97 l’imbianchino era stato condannato a 8 anni di carcere per 2 violenze sessuali e 8 «atti di libidine» contro ragazze o signore di zona Vittoria-Monforte o San Siro a Milano. L’uomo era stato arrestato la sera del 4 ottobre ‘95 dopo una tentata rapina vicino a piazza Cinque Giornate. Le urla di una quarantenne, assalita sotto casa con un coltello, avevano richiamato un vicino, che faceva il vigile e che aveva arrestato l’aggressore. Quindi la foto di quell’uomo alto un metro e 80, carnagione scura, capelli lunghi con il codino, spesso coperti da un berretto da baseball, aveva fatto il giro dei commissariati di Milano, dove si era scoperto che quel volto corrispondeva all’identikit del sospettato per una decina di stupri con la stessa tecnica: una donna sola pedinata (anche in auto) fino al portone di casa e poi rapinata e violentata, in genere mentre prende l’ascensore.

Dopo avere scontato la condanna il venezuelano era stato assegnato a una comunità di recupero per un percorso rieducativo e messo a lavorare come giardiniere in una cooperativa di Lissone che si trovava nella stessa sede. è lì che nel 2007 P.M.A.C. aveva conosciuto il quarantenne disabile, che era ospite del centro diurno di riabilitazione della comunità. Le violenze e gli abusi sessuali sarebbero iniziati nell’estate del 2007 fino al marzo del 2009 quando gli educatori del centro si erano accorti di alcuni atteggiamenti «particolari» del quarantenne e lo avevano interrogato, scoprendo che il giardiniere venezuelano, con la promessa che lo avrebbe portato a donne, lo violentava negli spogliatoi del centro oppure nella sua abitazione lissonese.

Circostanze che il quarantenne aveva confermato anche nell’audizione protetta davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, che aveva firmato nel 2009 un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il violentatore. Il venezuelano, che sembra abbia sempre sostenuto di avere talvolta questi istinti irrefrenabili perchè a sua volta da ragazzino vittima di abusi sessuali, nel frattempo aveva però lasciato la sua casa e il suo lavoro di giardiniere e si è dato alla latitanza, che persiste tuttora, tanto che ieri è stato condannato in contumacia con un difensore di ufficio.

Stefania Totaro

[Fonte ilgiorno.it]

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