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venerdì 15 ottobre 2010

Sarah, indagata la cugina Sabrina "Aiutò a nascondere il cadavere"

Il reo confesso Michele Misseri potrebbe aver avuto un faccia a faccia con la figlia per spiegare le numerose contraddizioni, almeno cinque, che ci sono nella ricostruzione dei fatti

TARANTO - Michele Misseri ha lasciato la caserma dei carabinieri di Manduria alle 16,10. Dopo circa tre ore dall'arrivo. Sua figlia Sabrina uscita di casa incappucciata per evitare fotografi e cameramen, invece è rimasta dentro. Sarebbe indagata non per aver avuto un ruolo nell'omicidio, ma nella fase legata all'occultamento del cadavere. L'avvocato di famiglia Vito Russo però nega: "'E' una follia mediatica". Alla ragazza non può essere comunque contestato il reato di favoreggiamento personale dal momento che il coniuge o i parenti stretti non sono punibili per aver aiutato sia pur illecitamente un congiunto.

Padre e figlia in caserma potrebbero aver avuto un faccia a faccia 1, ma a casa Misseri, ad Avetrana, sarebbe arrivata una telefonata della stessa Sabrina che ha negato il confronto con il padre. L'interrogatorio insieme sarebbe utile per spiegare le numerose contraddizioni, almeno cinque, che ci sono nella ricostruzione di quei minuti del 26 agosto in cui è avvenuto il delitto. Le dichiarazioni di Michele Misseri, quelle di Sabrina e della sua amica Mariangela non coincidono: si gioca sul filo dei minuti e delle posizioni dei protagonisti. Il 30 settembre, per esempio, subito dopo il ritrovamento del telefonino di Sarah, Sabrina fu messa tutto il giorno sotto interrogatorio per farle ripetere il suo racconto incrociandolo con quello di Mariangela con cui le ragazze sarebbero dovute andare al mare.

Nella caserma ci sono il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio e il comandante provinciale dei carabinieri, Giovanni Di Blasio che si sono uniti al procuratore aggiunto Pietro Argentino. Per la famiglia Misseri ci sono gli avvocati Emilia Velletri, che non ha voluto fornire alcuna informazione ai giornalisti assiepati davanti alla sede della compagnia dei carabinieri, e il legale Vito Russo.

La loro presenza può significare che Sabrina, cugina 22enne di Sarah Scazzi, è indagata ma anche solo che le prestano assistenza in una fase delicata della sua testimonianza come 'persona informata dei fatti'. Poco prima di entrare nella sede della compagnia dei carabinieri, l'avvocato Russo ha detto ai cronisti: "Non sono l'avvocato di nessuno". Ad incastrare Sabrina sarebbero state alcune microspie piazzate nella sua casa: "se l'è portata lui...", avrebbe detto Sabrina che però pubblicamente ha sempre scaricato tutte le responsabilità: "Mio padre ha preso in giro tutta l'Italia. Noi non avevamo alcun sospetto... Mio padre deve pagare per quello che ha fatto". Dall'intercettazione ambientale sono partiti questa mattina i sopralluoghi e le perquisizioni a casa Misseri che hanno portato al nuovo interrogatorio, questa volta alla presenza dei legali.

Oggi i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) hanno anche eseguito i rilievi sulla Seat Marbella di Michele Misseri. Nella sua confessione l'uomo ha detto di aver caricato il corpo di Sarah nel bagagliaio della vettura, trasportandolo in campagna dove, in due terreni diversi, avrebbe violentato il cadavere nascondendolo poi in un pozzo pieno d'acqua. Dal momento del fermo, poi tramutato in arresto, di Misseri, l'auto è stata posta sotto sequestro ed è custodita nel cortile della caserma dei carabinieri di Manduria.


[Fonte repubblica.it]

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