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mercoledì 20 ottobre 2010

La crisi di mezza età inizia a 30 anni

La crisi di mezza età? Accelera il passo e anticipa i tempi. A sorpresa si fa largo già a 30 anni, causata da pressioni sul lavoro, ammesso che ce ne sia uno, e da relazioni che iniziano a 'scricchiolarè presto rivelandosi sempre meno longeve.

Un sondaggio targato 'Relatè e condotto in Inghilterra ha infatti rilevato come la fascia d'età più smarrita sia quella che va dai 35 ai 44 anni. Così, se un tempo la crisi di mezza età era considerata un infausto patrimonio dei 50enni, oggi i 30enni sembrano appropriarsene e farla loro.

A metterli in crisi, spiega il sondaggio, il desiderio di rapporti migliori in famiglia (22%) e più veri con gli amici (22%), un tradimento in amore (40%) o una relazione finita male con straschichi che hanno aperto la strada al mal di vivere (22%). Emerge, inoltre, la percezione di un tempo che viene vissuto non come si vorrebbe, mentre la giovinezza sembra scivolare via. Il 25%, infatti, vorrebbe avere più tempo da dedicare alla famiglia o agli amici (23%), e il 30% crede che ridurre l'orario in ufficio avrebbe effetti positivi sulle proprie relazioni familiari. Il 21% non nasconde di sentirsi solo.

Il lavoro appare come una delle noti più dolenti, con il 28% costretto addirittura a lasciarne uno a causa di cattivi rapporti con colleghi. La fotografia scattata dal sondaggio mostra 30enni che annaspano sempre più, alle prese con lavori che assorbono troppo tempo e rapporti sempre più malconci.

Tant'è che sono in molti ad ammettere di usare Facebook e altri social network per avere una possibilità in più per avere contatti con i propri figli. «Tradizionalmente - sottolinea Claire Tyler, chief executive di Relate - la crisi di mezza età si associa ai 50 anni o tutt'al più alla fine dei 40. Ma il Rapporto rileva che questo periodo di smarrimento sembra investire le persone molto prima di quanto ci si aspetterebbe.

Del resto - fa notare - è questa la fase in cui si hanno le più alte aspettative, e si cominciano a tirare le somme sulla propria carriera e vita familiare». Cary Cooper, un ricercatore dell'ateneo di Lancaster impegnato a studiare lo stress legato al mondo del lavoro, ammette che le cose sembrerebbero destinate a peggiorare ulteriormente, a causa della difficile congiuntura economica che stiamo vivendo. E invita a non sottovalutare le conseguenze di questa infelicità diffusa.

«I costi annuali dei problemi mentali legati al lavoro - avverte - sono stimati in 28 miliardi di sterline. È un problema enorme».

[Fonte leggo.it]

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