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mercoledì 20 ottobre 2010

Donna accusa la madre: «Non posso vedere mia figlia di 6 anni»

IL CASO. La mamma denuncia la genitrice, infermiera in pensione. Il tribunale dei minori deve pronunciarsi su chi affidare la bimba. «In 3 mesi l'ho visto poco e non posso portarla a casa»

Vicenza. Accusa la madre di non farle vedere la figlioletta. Soprattutto di non consentirle di portarla a casa dove abita col nuovo compagno. Indesiderato. La nonna che sta a Grancona tiene in casa la nipotina perché non giudica colui che nel frattempo è diventato suo genero. Di figli contesi dai genitori separati, purtroppo, sono piene le cronache. A farne le spese sono i minori perché sono utilizzati spesso come arma di ricatto, alimentando quella sindrome che gli psicologi chiamano "alienazione genitoriale". Gli esperti dicono che tra le ripercussioni c'è la denigrazione agli occhi dei minori attuata da un genitore verso l'altro con la conseguenza che il figlio, proprio per la sua immaturità, a forza di sentirne di tutti i colori sull'altro arriva a mancargli di rispetto perché non lo "riconosce" più. Ma che una figlia denunci la madre per sottrazione di minore perché tiene in casa la bimba, è una clamorosa variante a un canovaccio giudiziario con il quale le procure e i tribunali dei minori si confrontano quasi ogni giorno.

«Da alcuni mesi mia madre non mi consente di portare a casa la bambina - spiega la donna di 28 anni che abita a Mossano - perché si è alleata con il mio ex compagno, che è il padre naturale, contro colui che nel frattempo è diventato mio marito. Questi è un carabiniere, dunque una persona seria e per bene, ma agli occhi di mia madre questo non basta, perché si è schierata col mio ex ostacolando le mie visite. È una situazione assurda».

La versione della madre di 59 anni, denunciata a piede libero assieme al "genero" D.D., di 37 anni, di Villaga, è agli antipodi e rivolta la frittata affettiva contro la figlia che a suo dire si è comportata in maniera scorretta.
La dolorosa vicenda vede da un lato un'inchiesta aperta dal pm Claudia Dal Martello alla quale si è rivolta la madre della bimba, M.L., e dall'altro il tribunale dei minori che tra qualche settimana si pronuncerà sul ricorso presentato dall'avv. Daniele Accebbi per conto della madre che chiede l'affidamento della figlia di 6 anni.
Sul fronte avverso l'avv. Paola Ciarocchi per conto del padre D.D. sollecita i giudici a mantenere l'affidamento al genitore - finora non c'è stato alcun pronunciamento giudiziale - perché fin qui si è dimostrato più responsabile.

La convivenza di fatto tra i genitori della bimba, alunna di prima elementare, si è interrotta nel febbraio 2009. A quel punto madre e figlia si sono trasferite a casa di C.S., rispettivamente madre e nonna, e il padre ha concordato di versarle 300 euro mensili per il mantenimento. Fino a marzo l'equilibrio è stato mantenuto, anche se nel frattempo M.L. aveva allacciato una nuova relazione con il militare dell'Arma in servizio a Montecchio Maggiore.

Il quadro famigliare è radicalmente cambiato in primavera quando i rapporti tra i due uomini si sono guastati. Attorno a Pasqua anche quelli tra "suocera" e carabiniere hanno preso una brutta china dopo uno scherzo del militare che non è stato gradito dalla donna.

Da quel momento le cortesie tra i vari attori della complessa vicenda si sono sprecate. Per due volte la figlia ha denunciato la madre perché non gli consegnava più la figlia e il pm Dal Martello ha incaricato i carabinieri della procura di approfondire le responsabilità. Non è facile, però.

A luglio la madre della bimba si è sposata ed è andata in viaggio di nozze. La minore è rimasta con la nonna. «Quando le fa comodo me la lascia tranquillamente», si è sfogata la nonna, infermiera in pensione. Da agosto i canali della comunicazione si sono rarefatti. «Ho visto mia figlia per poche ore - spiega M.L. - e non me la lascia portare a casa perché c'è mio marito, che pur essendo un'ottima persona è giudicata non idonea perché è descritta come violenta. In realtà il suo stato di servizio è ineccepibile ed è soltanto una ripicca».

All'inizio di novembre il tribunale dei minori, nel frattempo i servizi sociali dell'Ulss 5 si sono mossi con una prima relazione, descrivendo un "vissuto di confusione e precarietà della bimba" - non potrebbe essere diversamente - deciderà per l'affido. La triste battaglia giudiziaria intanto continua a suon di carte bollate.
Ivano Tolettini
[Fonte http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/193367_accusa_la_madre_non_posso_vedere_mia_figlia_di_6_anni/ ]

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