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venerdì 8 ottobre 2010

Aborto, al Consiglio d’Europa vince la difesa dell’obiezione di coscienza


Sull’aborto, al Consiglio d’Europa, vince la linea più favorevole alla difesa del diritto all’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario. Questo il risultato del duro confronto avvenuto nel corso dei lavori dell’Assemblea parlamentare che si sono svolti oggi a Strasburgo. La risoluzione, ampiamente modificata rispetto alla versione originale presentata all’Assemblea, è stata approvata con 56 sì, 51 no e quattro gli astenuti.

Al centro del confronto è stato un rapporto, approvato lo scorso giugno dal Comitato per gli affari sociali dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, dedicato all’accesso delle donne alle cure mediche legittime, e in particolare al problema dell’uso non regolamentato dell’obiezione di coscienza da parte del personale medico. Accolto da una raffica di critiche da parte del mondo cattolico, dopo le modifiche apportate oggi attraverso gli emendamenti adottati, il documento approvato dall’Assemblea è stata ribattezzato ‘Il diritto all’obiezione di coscienza nel campo delle cure mediche legittime’.

Tra i maggiori cambiamenti introdotti,rispetto alla versione originaria del documento, la cancellazione del richiamo all’obbligo per i medici di informare i pazienti su tutte le opzioni di cura disponibili, indipendentemente dal fatto che tali informazioni possano indurre il paziente a seguire una cura a cui l’operatore sanitario obietta. E’ stato poi inserito un paragrafo che afferma che ”nessuna persona o ospedale o istituzione può essere obbligata o ritenuta responsabile o discriminata se rifiuta per qualsiasi motivo di eseguire o assistere un aborto, anche quello spontaneo, interventi di eutanasia o un altro atto che possa causare la morte di un feto o di un embrione”.

[Fonte  blitzquotidiano.it]

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